Quanto deve durare un'operazione dell'Orologio
The gain matures over hours: cutting early pays the cost without collecting the drift. And the resolution test unmasks the stop that seemed to work.
Our own idea, measured and abandoned
This research document is written in Italian. The summary above is in English; the body below — method, tables and verdict — is not translated.
La domanda
Usare l'Orologio solo come direzione, chiudere a mano durante la giornata, e per il resto della finestra continuare ad aprire ordini brevi (M1) nello stesso verso, con solo lo stop a tempo.
Tre domande dentro una:
- quanto guadagna un ordine breve dentro la finestra? (l'idea M1)
- quanto costa chiudere a mano prima della scadenza? (la soglia della mano)
- 4h e 8h sono le durate giuste? (nessuno l'aveva mai verificato)
Il metodo
Il campione non sono le celle su tutta la storia — sarebbe look-ahead: una cella è in squadra solo nel trimestre per cui è stata eletta. Sono le 16.478 operazioni realmente aperte dall'EA nel backtest ufficiale, ognuna con la sua data, direzione e orizzonte, ricostruite sulle barre M5 vere del broker.
Un'operazione viene scartata intera se le manca anche un solo punto del percorso: altrimenti la riga "a 6h" verrebbe da giornate diverse dalla riga "a 2h".
Tutti i numeri sono pip lordi. Lo spread vero è ~1,3 pip e si paga una volta sola qualunque sia la durata — quindi non altera il confronto fra durate, ma va sottratto prima di chiamare "guadagno" qualsiasi riga.
1. L'ordine breve non paga nemmeno il proprio biglietto
| da entrata | drift 4h | drift 8h | al netto dello spread |
|---|---|---|---|
| 5 min | +0,16 | +0,13 | −1,14 / −1,17 |
| 15 min | +0,14 | +0,17 | −1,16 / −1,13 |
| 30 min | +0,18 | +0,27 | −1,12 / −1,03 |
| 60 min | +0,47 | +0,76 | −0,83 / −0,54 |
Il punto di pareggio con il proprio spread — dove il drift accumulato raggiunge 1,3 pip — arriva dopo circa tre ore. Un ordine da un minuto è centottanta volte più corto di quanto serve solo per andare in pari.
Su cinque minuti si raccoglie il 10% di uno spread.
2. Accorciare è dominato, non è un compromesso
| da entrata | 4h: reso/rischio | 8h: reso/rischio |
|---|---|---|
| 30 min | 0,019 | 0,019 |
| 2h | 0,019 | 0,047 |
| 4h | 0,060 | 0,053 |
| 8h | — | 0,063 |
Il rapporto fra guadagno e oscillazione cresce con la durata. Accorciare non scambia guadagno per meno rischio: peggiora entrambi insieme. Non c'è un punto intermedio conveniente da cercare.
3. Come matura il guadagno, e quanto costa la mano
| 4h | 8h | |
|---|---|---|
| drift finale (lordo) | +1,50 pip | +2,53 pip |
| maturato a metà finestra | 23% | 58% |
| costo di chiudere a 1h | 1,07 | 1,81 |
| costo di chiudere a metà | 1,15 | 1,03 |
Il guadagno matura in modo grossomodo lineare, semmai spostato verso la fine. Non esiste un momento in cui "succede": niente da anticipare, niente da cogliere.
Per la mano questo significa: chiudere a metà finestra costa 1,0-1,2 pip su un edge totale di 1,5-2,5. Cioè fra il 40% e il 77% di tutto il guadagno dell'operazione. È la soglia che la discrezionalità deve battere per pagarsi.
4. Le due durate scritte a mano sono giuste
Gli orizzonti non sono un input: sono una riga sola in un modulo dell'EA — HS[0]=48; HS[1]=96 (barre M5). Mai verificati.
Guardando oltre la scadenza:
| da entrata | 4h | 8h |
|---|---|---|
| alla scadenza | +1,62 (r/r 0,066 ← max) | +2,62 (r/r 0,065 ← max) |
| +1h dopo | +0,64 | +2,10 |
| +2h dopo | +0,94 | +1,95 |
| +6h dopo | +0,96 | +1,81 |
Il massimo del rapporto reso/rischio cade esattamente alla scadenza in entrambi i casi, e oltre decade. Allungare non serve, accorciare nemmeno. Due numeri scritti a mano e mai discussi risultano nel punto giusto.
5. E chiudere a un obiettivo di prezzo? (es. "esco a +16 pip")
È una domanda diversa dalle precedenti e va tenuta separata: l'ora fissa taglia a caso rispetto al prezzo, l'obiettivo taglia solo dove sei in guadagno. E ha una proprietà che nessun'altra idea provata finora aveva: non aggiunge operazioni, quindi non paga spread in più. È il primo intervento che non viola il budget di spread.
Misurato su tutta la griglia delle soglie:
| obiettivo | 4h: % chiuse | 4h: vs riferimento | 8h: % chiuse | 8h: vs riferimento |
|---|---|---|---|---|
| nessuno | — | (+1,49 pip) | — | (+2,52 pip) |
| 4 pip | 75,8% | −2,86 | 84,0% | −3,82 |
| 10 pip | 54,3% | −2,08 | 68,5% | −3,01 |
| 16 pip | 37,0% | −1,49 | 54,9% | −2,65 |
| 30 pip | 14,9% | −0,77 | 31,7% | −1,63 |
| 60 pip | 2,7% | −0,25 | 10,1% | −0,64 |
Ogni soglia peggiora, e il danno cresce al restringersi dell'obiettivo. Il "vs riferimento" tende a zero solo man mano che l'obiettivo diventa così largo da non essere quasi mai toccato: il limite migliore di questa famiglia è nessun obiettivo.
E il meccanismo è visibile:
le operazioni che TOCCANO +16, se le lasci correre, finiscono a +20,04 (4h) / +20,84 (8h)
il 56-58% finisce SOPRA 16
le operazioni che NON toccano mai +16 finiscono a −9,38 (4h) / −19,76 (8h)
L'obiettivo tronca esattamente la popolazione che in media va oltre, e lascia intere quelle che perdono. Chi raggiunge +16 tende a proseguire; chi non ci arriva resta perdente intero. Tagliare i primi e non i secondi peggiora l'asimmetria che regge tutto.
Non c'è nemmeno la scappatoia "rende meno ma oscilla meno, quindi alzo la size": il reso/rischio peggiora insieme al resto (a 4h: 0,060 senza obiettivo, 0,046 a 40 pip, 0,000 a 16 pip).
Il limite della misura — e qui la prima lettura era sbagliata. In archivio c'è un prezzo per barra M5, non il massimo intrabarra (verificato: né il nostro archivio intraday né i npz delle ancore hanno OHLC). Avevo scritto che l'errore giocava a favore dell'obiettivo. È il contrario: l'operazione che tocca +16 dentro la barra e rientra verrebbe chiusa davvero a +16, mentre qui le si assegna il risultato finale, che è peggiore. La misura penalizza l'obiettivo. Vedi la sezione 7: misurato, il danno del TP si riduce man mano che si guarda più fitto, e l'estrapolazione verso il tick non permette di dichiararlo morto.
Perciò il verdetto sull'obiettivo è: non deciso. A risoluzione M5 perde a ogni soglia, ma la direzione dell'errore è dalla sua parte. Serve il Tester real-tick.
6. E allora tagliamo anche i perdenti? (lo stop)
È l'obiezione giusta: se l'obiettivo fallisce perché lascia i perdenti interi, si mette anche uno stop. Misurato, lo stop sembra migliorare a ogni soglia:
| stop (4h) | % colpite | risultato | vs riferimento | reso/rischio | 5% peggiore |
|---|---|---|---|---|---|
| nessuno | — | +1,49 | (riferimento) | 0,060 | −35,5 |
| 4 pip | 73,1% | +2,33 | +0,83 | 0,163 | −4,0 |
| 16 pip | 34,3% | +1,88 | +0,39 | 0,096 | −16,0 |
| 0,50 σ | 42,8% | +1,86 | +0,37 | 0,096 | −18,9 |
Reso/rischio quasi triplicato, coda sinistra da −35 a −4. Non crederci. È il profilo esatto dei falsi positivi già visti qui: il level-to-level dava profitto perché l'entrata scavalcava lo stop, lo scalping sugli swing prometteva +2,4 milioni.
7. La prova che decide: guardare peggio, di proposito
Il sospetto è preciso. Con un prezzo ogni cinque minuti, una soglia toccata e rientrata dentro la barra non si vede, e le conseguenze sono opposte:
- stop — chi tocca −X e risale verrebbe stoppato davvero a −X; qui gli si assegna il finale, spesso migliore. La misura regala allo stop.
- obiettivo — chi tocca +X e rientra verrebbe chiuso davvero a +X; qui gli si assegna il finale, spesso peggiore. La misura punisce l'obiettivo.
Il verso è chiaro, la grandezza no — ed è la grandezza che decide. Quindi si rifà la misura a risoluzioni sempre più grosse: se il vantaggio è reale resta fermo, se è artefatto cresce man mano che si guarda peggio.
| 5 min | 15 min | 30 min | 1 ora | 2 ore | |
|---|---|---|---|---|---|
| stop 4 pip (4h) | +0,83 | +1,94 | +2,83 | +3,93 | +5,01 |
| stop 16 pip (4h) | +0,39 | +0,96 | +1,39 | +1,90 | +2,31 |
| stop 16 pip (8h) | +0,68 | +1,65 | +2,54 | +3,50 | +4,53 |
| obiettivo 16 (4h) | −1,49 | −1,94 | −2,27 | −2,76 | −3,21 |
| obiettivo 16 (8h) | −2,65 | −3,40 | −4,13 | −4,97 | −5,92 |
Lo stop è artefatto, senza margine di dubbio. Il vantaggio cresce in modo monotono col peggiorare della vista: ogni raddoppio di risoluzione ne aggiunge ~0,45 pip. Estrapolando all'indietro, si azzera intorno ai due minuti di risoluzione e sotto va negativo. È coerente con ciò che il progetto sapeva già: un input dell'EA σ con il commento «anche il 5σ tassava».
Uno stop a 4 pip, poi, non ha nemmeno senso fisico: lo spread è 1,3 e il range di cinque minuti è di qualche pip. Nella realtà verrebbe colpito quasi sempre e quasi subito — la misura dice 73%, il vero è vicino al 100%, e il risultato sarebbe −4 pip quasi ogni volta.
L'obiettivo va nella direzione opposta e resta indeciso. Il suo danno si riduce guardando più fitto, quindi la misura M5 lo penalizza. Non si può dichiararlo morto con questi dati.
Il verdetto
L'Orologio ha budget per un ordine solo per finestra, e quell'ordine deve durare tutto il tempo. L'edge è un drift lento e diluito: chi lo spezza paga N spread per raccogliere lo stesso 1,5, chi lo accorcia peggiora anche il rapporto col rischio, chi chiude a mano a metà brucia metà del guadagno, e lo stop di prezzo — che sembrava l'unica cosa a funzionare — è un'illusione della risoluzione.
Resta una sola porta socchiusa: l'obiettivo di prezzo. Non perché i numeri lo promuovano (a M5 perde ovunque), ma perché è l'unica regola provata in cui l'errore di misura lavora contro di lei. Per deciderla serve il Tester real-tick, che è il giudice riconosciuto qui: aggiungere un input TP all'EA (oggi tp=0.0 fisso) e fare la corsa.
Il risultato di metodo, che vale più delle singole risposte
La prova di risoluzione — rifare la stessa misura guardando i prezzi sempre più di rado, e vedere se il vantaggio cresce — decide in un minuto se una regola di uscita a prezzo è vera o è cecità. Vale per qualunque regola futura basata su livelli, e va fatta prima di scrivere codice.
Qui ha salvato dal promuovere uno stop che sembrava triplicare il reso/rischio, e ha impedito di seppellire un obiettivo che i dati non condannano. In questo documento la prima lettura sulla direzione dell'errore era sbagliata: senza questa prova sarebbe rimasta lì.
Le trappole
Non leggere la forma fine. Gli errori a due sigma sono ±0,60 (4h) e ±0,89 (8h). Il valore finale è solido (t≈5 e t≈5,7), ma le oscillazioni intermedie — il tuffo a 6h da 2,03 a 1,17 — stanno dentro il rumore e non vogliono dire niente.
Il profilo non elegge. Queste sono le celle elette per 4h e 8h. Con orizzonti diversi l'elezione sceglierebbe celle diverse: la tabella dice che 4h e 8h sono buone per le celle che abbiamo, non che siano l'ottimo assoluto della griglia. Per quello servirebbe allargare HS[] e rifare l'elezione.
Oltre la scadenza il campione si assottiglia. 406 operazioni scartate su 4h e 1.344 su 8h, perché il seguito cade in chiusure di sessione e weekend. Le righe oltre la scadenza sono su giornate un po' diverse dalle altre.
Dove sono i dati
verifiche/strumenti/profilo_nella_finestra.py (come matura il guadagno) · verifiche/strumenti/uscita_a_obiettivo.py (obiettivo, stop e i due insieme) · verifiche/strumenti/prova_risoluzione.py (la prova che decide) · la cartella dei report del Tester (nel repo) (le operazioni vere) · il nostro archivio (le barre M5)
Nel registro
Le schede di ricerca che questa verifica tocca:
- orologio-vol-costo-non-direzione — le ore che pagano e quelle che non pagano
- uscita-adattiva-edge — l'uscita adattiva contro quella a tempo fisso
- orologio-trinita-modulare — il sistema di riferimento
Nota di redazione (2026-08-04)
Il «~0,45 pip per raddoppio di risoluzione» vale per le righe con stop a 16 pip. Per la riga con stop a 4 pip l'incremento per raddoppio è ~1,0 pip: la pendenza dipende dalla distanza dello stop, come dev'essere — più lo stop è vicino, più la cecità intrabarra lo tocca. L'estrapolazione «si azzera intorno ai due minuti» regge riga per riga, ognuna con la sua pendenza.