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← RechercheRéfuté2026-08-07 · 13 min

All'apertura della settimana lo spread si traveste da fuga verso i rifugi

Un saut de week-end « risk-off » à t +9,19 : de l'argent gratuit, donc faux. À l'ouverture l'écart vaut 10,4 fois la normale, et le calcul se fait à la main.

Notre idée, mesurée et abandonnée

Ce document de recherche est rédigé en italien. Le résumé ci-dessus est en français ; le corps ci-dessous — méthode, tableaux et verdict — n'est pas traduit.


Protocollo pre-registrato — l'ipotesi, le soglie e la previsione sono scritte prima dei numeri.

«conferme» che erano artefatto di quotazione. Il fatto residuo ha superato sei prove di robustezza ed è caduto lo stesso giorno, davanti all'unica prova che contava: il fuori campione, in «Sei prove superate, e nessuna era quella giusta» · 2026-08-07

Cosa c'è, e perché non basta

Il 7 agosto, guardando 56 celle di tre teorie popolari, è uscito questo: il venerdì le valute di rischio scendono e i rifugi salgono. Misurato con un indice per valuta e un test per valuta (non per coppia, che è la trappola in cui si cade per prima):

Δ venerdìtdue metà
GBP−0,0613%−3,12concordi
JPY+0,0597%+2,74concordi
NZD · AUD · EUR · CADnegativi−1,56 ÷ −0,47
CHF · USDpositivi+1,24 · +1,02

Tutte e cinque le valute di rischio negative, tutti e tre i rifugi positivi.

Ma non è promossa, e non basta rileggerla: sta sotto la soglia dichiarata (3,12 contro 3,2), l'ordine rischio/rifugio non era dichiarato prima, ed è stata trovata guardando 56 celle. Rileggere lo stesso numero sugli stessi dati lo lascerebbe dov'è.

L'ipotesi, una sola, dichiarata come una

**Il venerdì le valute di rischio (GBP, AUD, NZD, CAD, EUR) rendono meno delle valute
rifugio (JPY, CHF, USD).**

È una affermazione, non otto: la classificazione rischio/rifugio è di manuale e precede questi dati. Si misura come una differenza: indice medio dei rifugi meno indice medio delle valute di rischio, giorno per giorno.

La prova che decide, e non è una rilettura

Se il meccanismo è la riduzione del rischio prima del fine settimana, allora ha una conseguenza che i dati giornalieri non possono aver prodotto, perché nessuno ci ha mai guardato:

L'effetto deve concentrarsi nelle ULTIME ore del venerdì.

Chi chiude posizioni prima di due giorni di mercato chiuso lo fa quando il fine settimana è vicino, non all'apertura di Tokyo. Quindi:

Questa è la statistica primaria. K = 1.

Le tre conseguenze secondarie, dichiarate

Tutte e tre derivano dallo stesso meccanismo, e servono a distinguerlo dal rumore:

  1. il ritorno del lunedì — se le posizioni si chiudono venerdì e si riaprono lunedì, il lunedì deve mostrare il profilo opposto;
  2. il fine settimana lungo — prima di un ponte (lunedì di festa) l'effetto dovrebbe essere più forte, perché i giorni di chiusura sono tre invece di due;
  3. la decadenza — un effetto vero e noto viene arbitraggiato: dovrebbe calare nel tempo. (Prima indicazione: GBP fa −0,0835% nella prima metà e −0,0390% nella seconda.)

Nessuna delle tre promuove. Servono a dire se la storia regge.

Il costo, che qui è diverso dal solito

In tutte le prove di questi due giorni il costo era lo spread. Qui no. Una posizione aperta venerdì e chiusa lunedì:

Quindi il conto onesto non è «−0,06% contro 0,008% di spread». Va misurato lo swap vero e va misurata la distribuzione del salto del fine settimana — che è un rischio, non un costo, e non si sottrae: si dichiara.

La potenza, verificata PRIMA (l'errore del 06/08 non si ripete)

Con ~830 venerdì in sedici anni e uno scarto giornaliero degli indici intorno allo 0,35%, l'errore su una differenza fra due gruppi di venerdì è circa 0,017%. L'effetto dichiarato è ~0,06%: rapporto ~3,5, quindi il campione è sufficiente per la prova primaria. Per la spaccatura oraria, ogni ora del venerdì ha ~830 osservazioni e un errore ~4 volte più grande in proporzione: decidibile solo su blocchi di 4-6 ore, non ora per ora. Si dichiara adesso, e i blocchi sono tre: 00-07, 08-15, 16-23.

La soglia

t ≥ 2,0 sulla differenza rifugi-meno-rischio nel blocco orario giusto (K = 1, è una sola ipotesi dichiarata) e stesso segno nelle due metà del campione.

Cosa mi aspetto, scritto prima di guardare

Che l'effetto sia nelle ultime ore, e che la sessione americana del venerdì (16-23) porti il grosso. È la finestra in cui chi ha una posizione decide se tenersela per due giorni.

Che il lunedì mostri il profilo opposto ma più debole: riaprire è meno urgente che chiudere.

Che la decadenza ci sia, e che sia la cosa che alla fine lo ridimensiona.

E che il fine settimana lungo non dica niente, per mancanza di campione: i ponti sono pochi, e lo dichiaro adesso per non spacciare dopo un campione piccolo per una conferma.

Strumenti: verifiche/strumenti/struttura/venerdi*.py (sei tappe).


Risultati

La prova primaria: FALLITA. Il meccanismo è falsificato.

Avevo scritto: «che l'effetto sia nelle ultime ore, e che la sessione americana del venerdì porti il grosso». Sui prezzi medi, dove sta davvero:

bloccoΔ venerdìtquota
00-07 Asia+0,0095%0,8021%
08-15 Europa+0,0225%1,9448%
16-23 America+0,0144%1,3431%

Uniforme è 33/33/33. Il meccanismo dichiarato prevedeva 0/0/100. Quello che si vede è uniforme, con semmai un eccesso in Europa — cioè nella finestra in cui il fine settimana è più lontano, non più vicino.

La riduzione del rischio prima del fine settimana non è la spiegazione. Il grosso dell'effetto è già avvenuto quando l'America apre.

Un errore mio, nello stesso protocollo che diceva di non commetterlo

La soglia t ≥ 2,0 per blocco era irraggiungibile per costruzione. Spaccare un effetto uniforme in tre blocchi lascia a ciascuno ⅓ dell'effetto ma 1/√3 del rumore: il t massimo per blocco è 3,26 × 0,58 ≈ 1,88. Ho dichiarato 2,0, cioè il 6% sopra il massimo che un effetto perfettamente uniforme può produrre.

È la stessa famiglia di errore del 06/08 sulla reversione asiatica — soglia irraggiungibile per costruzione — commessa tre paragrafi dopo aver scritto «l'errore del 06/08 non si ripete». Verificare la potenza della statistica primaria non basta: va verificata la potenza di ogni soglia dichiarata.

La conclusione però non dipende dalla soglia: la domanda discriminante non era «quanto vale il t del blocco» ma «dove sta la massa», e a quella i numeri rispondono 21/48/31 comunque la si guardi.

Due «conferme» che erano artefatti — ed erano le mie

Il protocollo dichiarava come conferma secondaria il ritorno del lunedì. È uscito, e forte: t −2,32 sul giorno, e nel blocco asiatico t −4,46, il numero più forte di tutta l'indagine. Sembrava la prova del nove: le posizioni si riaprono all'apertura.

E il salto del fine settimana è risultato risk-off con t +9,19, il 69,6% delle volte.

Denaro gratis. Quindi falso. E c'è un solo modo in cui può essere falso, ed era già in memoria sotto l'artefatto del rollover: il bid.

Il conto si fa a mano, prima di misurare. Se all'apertura della domenica lo spread si allarga, il bid scende per ogni simbolo. Nel modo in cui è costruito un indice per valuta, la base prende il segno meno e la quotata il segno più. Quindi un calo generale del bid spinge in su chi sta a destra e in giù chi sta a sinistra:

JPYCADCHFUSDAUDGBPEURNZD
spinta+1,00+1,00+0,50+0,330,00−0,50−1,00−1,00

Divario rifugi meno rischio: +0,91. Cioè un puro allargamento dello spread produce esattamente il profilo «risk-off», senza che nessuno abbia comprato uno yen.

Misurato:

all'aperturadue ore dopo
spread mediano10,4×
EURUSD30 punti56,0×
GBPJPY100 punti119,1×
EURAUD139 punti915,4×

E rifacendo il conto sul medio invece che sul bid:

bidmedioresta
il salto del fine settimana+0,0609% (t 9,19)+0,0298% (t 4,60)49%
le prime 2h del lunedì−0,0547% (t −12,45)−0,0171% (t −4,12)31%

Il «ritorno del lunedì» era per due terzi lo spread che torna normale. Non è un desk che riapre posizioni: è il libro che si richiude. Il segnale che lo tradiva era già nei dati e l'ho visto solo cercandolo — l'effetto sta tutto nelle prime due ore e sparisce del tutto alla terza (da t −4,46 a t −1,57). Un desk non ha quell'orologio. Uno spread sì.

Quindi la storia ha perso entrambe le sue conferme, e le aveva perse per lo stesso motivo per cui sembravano forti.

Il fatto, però, è sopravvissuto a tutto

Su prezzi medi (l'unica misura onesta, dopo quanto sopra):

venerdì contro il resto
tutta la giornata+0,0463% · t +2,44
01 → 22 (l'orario in cui si può davvero eseguire)+0,0481% · t +2,53
08 → 20 (sola sessione di giorno)+0,0382% · t +2,50

Il passaggio dal bid al medio toglie il 18% alla versione «tutta la giornata», il 8% alla finestra onesta e l'1% alla sessione di giorno: il bid mangia le ore di confine, non il fatto. Coerente col fatto che lo spread del venerdì è solo 1,13× quello degli altri giorni, non 10×.

E regge — anzi, si rafforza — sotto tutto quello che di solito ammazza le cose qui:

attaccoesito
mediana invece della media+0,0414% (la media è +0,0463%)
test del segno (immune alle code)52,4% contro 47,6% · z +2,86
media troncata al 10% per latot +3,98
togliere i 40 venerdì più estremit +3,51, più forte del campione intero
togliere l'ora 00, la 01 e la 23t +2,79
leave-one-out su ogni valutaresta il 78-111%
**togliere GBP e JPY insieme**resta il 65%, t +2,06

Quest'ultima è la più importante, ed è la domanda che questa pista stessa aveva insegnato a porre: quante valute lo portano davvero? Il conteggio per coppie ingannava (11 su 15 erano 2 valute). Qui no: tolte le due che sporgevano, due terzi dell'effetto restano.

Sette valute su otto stanno nell'ordine rischio/rifugio dichiarato. L'eccezione è l'EUR, che sta a +0,0031% — cioè a zero.

E non è portato dalle code: Brexit (24/06/2016, divario +5,3%) vale il 9,9% del totale, ma togliendo i quaranta venerdì più estremi l'effetto sale.

Il conto economico, che qui per la prima volta ha senso porsi

Il paniere più corto che esprime l'ipotesi con quello che c'è in archivio: vendere GBPJPY, EURJPY, AUDUSD, NZDUSD, EURCHF, equipesato. (Il CAD resta fuori: non è comprabile da questo archivio, dove esiste solo attraverso EURCAD.)

Misurato sui prezzi medi e nella finestra eseguibile 01→22, con lo spread mediano di tutto il periodo (4.237 giornate, 850 venerdì):

lordo, venerdì contro il resto+0,0393% · t +2,30
costo, andata e ritorno su cinque gambe0,0106%
netto+0,0288%3,7× il costo
su 52 venerdì, senza leva+1,5% l'anno · Sharpe ≈ 0,48
anni col segno giusto11 su 17

Il primo conto che avevo fatto diceva 12× e Sharpe 0,7, ed era sbagliato di tre volte. Avevo misurato lo spread con ORDER BY datetime DESC LIMIT 50000 — cioè sugli ultimi sei mesi — e applicato quel costo a un backtest di sedici anni. Sullo storico intero lo spread mediano è 2,4 volte quello di oggi (GBPJPY 8 punti contro 4, AUDUSD 5 contro 1). Il costo di oggi non è il costo di allora, e un backtest lungo va pagato al prezzo del suo tempo, non a quello dell'ultimo semestre.

Con gli spread di oggi il rapporto salirebbe a ~9×, ma è un conto che vale solo se l'effetto vale ancora oggi — che è esattamente la cosa che non sappiamo.

E il costo qui non è il fine settimana, contrariamente a quanto avevo scritto nel protocollo: l'effetto è dentro la giornata di venerdì, quindi la posizione si apre e si chiude lo stesso giorno e non passa mai il fine settimana. Il salto della domenica (mediana 9,8 pip, p90 33,8, il più grande 2.081) non viene corso. La sezione «il costo, che qui è diverso dal solito» del protocollo era basata su un'idea sbagliata di come si sarebbe negoziato, e va letta come sbagliata.

Stabilità

Undici anni su diciassette col segno giusto (sui prezzi medi; erano 13 su 17 sul bid). Contrari: 2010, 2011, 2019, 2023. Nessun anno porta il risultato da solo: il più forte, il 2016, vale +0,36% e togliendolo il conteggio non cambia.

Verdetto

Il meccanismo è falsificato. «Riduzione del rischio prima del fine settimana» predice 0/0/100 e i dati dicono 21/48/31. Le due conferme che sembravano reggerla — il ritorno del lunedì e il salto del fine settimana — sono in larga parte artefatto del bid all'apertura della settimana, dove lo spread è 10,4 volte il normale.

Il fatto resta, e resta più solido di prima: un paniere rifugi-meno-rischio rende ~+0,05% in più il venerdì che negli altri giorni, su prezzi medi, con t ≈ 2,5, mediana e test del segno concordi, media troncata più forte della media piena, e due terzi dell'effetto che sopravvivono alla rimozione delle due valute che sporgevano.

Ma è un fatto piccolo. Al netto del costo vero del periodo vale +1,5% l'anno senza leva, Sharpe 0,48, con undici anni su diciassette col segno giusto. Non è niente, e non è un mestiere.

Ma restava senza la cosa che non si può comprare con altre statistiche: un fuori campione. Tutto quanto sopra vive fra il 2010 e il 2026, che è la finestra in cui l'effetto è stato trovato. Sei attacchi superati dentro il campione non fanno un fuori campione.

E infatti. Lo stesso giorno è stato esportato lo storico giornaliero dal 1993 e la prova è stata rifatta su undici anni mai visti: fuori campione Δ = −0,0100%, t −0,37, contro +0,0678% dentro sulle stesse gambe, con 575 venerdì e potenza sufficiente (t atteso 2,69). Il segno si ribalta. Il dettaglio sta in «Sei prove superate, e nessuna era quella giusta»; il verdetto è falsificato.

Quello che serviva, ed è stato fatto

L'archivio hist cominciava nel 2010 perché è da lì che era stato esportato, non perché il broker non avesse altro. Un export dei soli prezzi giornalieri, dal primo dato disponibile, è costato venti righe di MQL5 e qualche secondo di terminale — e ha chiuso la domanda in un pomeriggio.

Il costo di scoprirlo era un decimo del costo di non scoprirlo.

Cosa non riprovare

Misurare il costo sugli ultimi mesi per pagarci un backtest di sedici anni: qui faceva sembrare l'effetto tre volte più redditizio di quanto sia.

Il salto del fine settimana, in nessuna forma, senza correggere per lo spread: alla riapertura il bid è spostato di 10 volte il normale e qualunque indice per valuta lo legge come «fuga verso i rifugi».

Il ritorno del lunedì come conferma di qualunque cosa: due terzi sono lo stesso artefatto, e quel che resta finisce entro la seconda ora.

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